frammenti di conoscenza dissociati

Le scienze, ognuna tesa nella propria direzione, finora non ci hanno nuociuto gran che; ma un giorno, il confluire di frammenti di conoscenza dissociati schiuderà panorami della realtà talmente terrificanti che o impazziremo per la rivelazione, o fuggiremo dalla sua luce mortale, cercando rifugio nella pace e nella sicurezza di nuovi secoli bui.

Howard Phillips Lovecraft   (Providence 1890 – 1937)

free delivery on everything

Voglio segnalarvi, se già non lo conoscete, il sito inglese play.com, dove si possono acquistare cd musicali, dvd, videogiochi, gadget e molto altro, senza spese di spedizione. Io l’ho usato per acquistare un paio di cd ed è risultato molto conveniente. Ho pagato un album da poco pubblicato 13,99 euro, cioè un pò meno che in negozio, mentre un altro uscito un paio di anni fà è costato 8,49 euro, cioè ancora meno dei 9,90 di itunes. E’ comunque possibile acquistare anche qui canzoni e album in formato digitale. Molto interessante anche il nuovo servizio che permette di comprare biglietti per concerti internazionali. La spedizione dei pacchi tramite poste ha impiegato dieci giorni lavorativi per il recapito, ma bisogna considerare che c’è stato di mezzo il Natale; altri utenti del sito mi indicano cinque giorni come tempo di attesa in periodi ‘normali’. L’imballaggio e’ adeguato, forse non molto imbottito, ma i cd sono arrivati in perfette condizioni; qui sotto allego la foto di uno dei miei pacchi

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come si stava bene

                               

E’ in periodi come questo, quando il cielo è sempre grigio, quando piove in continuazione, quando scende la nebbia e il traffico è più delirante del solito, quando la sera è noiosa e solitaria, che rimpiango i momenti in cui viaggiavo su queste strade assolate in mezzo al deserto americano con gli amici.  Ci si rende conto sempre dopo di come si stava bene.

La foto proviene da mio flickr album

nota del 16 dicembre

L’ idea che ci si possa liberare dal buio semplicemente accendendo la luce e’ falsa. E’ un’ operazione che riesce solo momentaneamente.

Black Label Society @ Alcatraz

Ieri sera (1/dic/08) mi sono imbottigliato nel traffico milanese, accentuato dall’ ennesimo sciopero dei mezzi pubblici, per raggiungere il noto Alcatraz, locale dove ha fatto tappa l’unica data italiana dei Black Label Society guidati dall’ ormai leggendario Zakk Wylde. Il biondo chitarrista non è di certo il tipo che potrebbe deludere il suo pubblico e ha offerto uno spettacolo condito con tutto ciò che ci si può aspettare da lui: assoli urlanti e velocissimi sulle sue Gibson, birra a fiumi, sputi, sudore, cantato da redneck, segno della croce alla fine di ogni brano e tanta, tanta passione per quello che fa. Una cosa è certa: questo gigante barbuto dall’ aspetto a metà strada tra un vichingo e un motociclista, nonostante passino gli anni, non si è mai dimenticato di essere stato un benzinaio diciannovenne della provincia americana a cui è stata cambiata la vita per sempre da una musicassetta contenente qualche sua schitarrata, recapitata nella cassetta della posta di un certo signor Osbourne. Quando si siede al pianoforte infatti non manca nemmeno questa volta di ringraziare Ozzy e la sua famiglia e Dio per avergli dato il talento e la possibilità di poter fare tutto ciò. La band lo segue degnamente ma è inutile negare che il vero mattatore su cui sono puntati gli occhi di tutti è lui che facendo volteggiare i lunghissimi capelli al vento, non ci fa mancare nemmeno i classici assoli suonati con la chitarra dietro la testa o con i denti, lasciandoci tornare a casa soddisfatti e con le orecchie assordate dal suo suono ultradistorto e tagliente. Genuino come il latte. O come la birra direbbe lui.

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