nota del 23 febbraio

Un certo Fligende Blatter disse:

I veri amici vedono i tuoi errori e ti avvertono: i falsi amici vedono allo stesso modo i tuoi errori e li fanno notare agli altri.

I giorni perduti

Trovai in rete questo breve racconto di Buzzati e decisi di salvarlo come articolo privato su questo blog per interesse personale, visto che apprezzo molto questo autore. Oggi, spulciando i vecchi post, è tornato alla mia attenzione e ho deciso di pubblicarlo.

I giorni perduti – Dino Buzzati

(intero racconto)

Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernest Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta e caricava la cassa su di un camion.
Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito.
Allora lo inseguì in auto.
Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e, fatti pochi passi, la scaraventò nel baratro che era ingombro di migliaia e migliaia di altre casse uguali.
Kazirra si avvicinò all’uomo e gli chiese : “Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c’era dentro? E cosa sono tutte queste casse?”
Quello lo guardò e sorrise. “Ne ho ancora sul camion da buttare. Non lo sai ? Sono i tuoi giorni perduti. Li aspettavi, vero ? Sono venuti. Che ne hai fatto ? Guardali, intatti, ancora gonfi. E adesso….”.
Kazirra guardò . Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno. C’era dentro una strada d’autunno e in fondo Graziella, la sua fidanzata che se andava per sempre.
E lui neppure la chiamava.
Ne aprì un secondo. C’era una camera d’ospedale e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari.
Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco. Boccheggiò. Lo scaricatore stava diritto sul ciglio del vallone, immobile come un giustiziere.
“Signore – gridò Kazirra – mi ascolti. Lasci che mi porti via almeno questi due giorni. La supplico. Io sono ricco. Le darò tutto quello che vuole”
Lo scaricatore fece un gesto con la destra, come per dire che era troppo tardi. Poi svanì nell’aria.
E l’ombra della notte scendeva

Auguri Tony

Stamattina alla radio hanno ricordato che oggi è il compleanno di Tony Iommi e io naturalmente non posso fare a meno di unirmi agli auguri per colui che può essere definito il padre del  metal riff. Tony (o anche  Sant Antonio per me) negli anni 70 insieme ai Black Sabbath ha definito un genere caratterizzato da parti di chitarra pesanti e lente, a volte sulfuree, che abbinate alla voce aliena di Ozzy Osbourne ha  marchiato a fuoco in modo indelebile il destino dell’ hard rock, influenzando pesantemente tutti coloro che oggi suonano metal. Non dimentichiamo che Iommi non ha mai smesso di professare il verbo del rock e ancora oggi, con la sua fedele Gibson SG, è al lavoro con gli Heaven & Hell, una “versione” dei Sabbath dove alla voce troviamo il buon Ronnie James Dio.

                                          tonyiommi205a-lisasharken

la società che bandirà i brutti ricordi

Giornali e telegiornali hanno annunciato l’arrivo sul mercato (estero credo) di nuove pillole in grado di cancellare i ricordi dolorosi dalla mente. Secondo me si stà percorrendo una strada sbagliata e pericolosa che ci porterà a considerare i brutti ricordi come inutile spazzatura fino a convincerci che l’importante sia mostrare una falsa serenità, magari corredata da un bel sorriso ebete. Ma non e’ proprio grazie ai ricordi negativi che possiamo migliorare? non e’ il dolore a rafforzarci e a renderci persone piu’ mature? secondo me si; ogni ricordo e’ prezioso. Modificare il contenuto della nostra memoria equivale a modificare la nostra personalità. A me tutto ciò pare un passo avanti verso il nuovo mondo descritto da Huxley nel suo libro piu’ famoso: queste pillole richiamano inevitabilmente il soma, sostanza descritta proprio in quel romanzo.

“Attraverso il soma (…) viene realizzato l’ideale utopico di un mondo in cui in nome della felicità viene bandita qualsiasi forma di sofferenza, a partire da quella generata dai vincoli familiari e amorosi, non più previsti nella società descritta nel romanzo.”

una dipendenza diffusa

a proposito di automobilisti, leggo in un libro:

“… io sono un drogato di rabbia stradale, ma è una cosa che sto cercando di superare grazie alla terapia.”

a Milano si potrebbero riempire decine di cliniche specializzate nella disintossicazione da questa droga.

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