Rock polveroso, pesante e psichedelico: the desert sound

Cercando di combattere l’apatìa galoppante di questi strani giorni, una delle cose che non mi stanco quasi mai di fare è quella di continure a cercare nuova musica e nuove bands da ascoltare. Solo oggi scopro che sull’ italianissimo perkele.it è possibile scaricare gratuitamente tre compilations create proprio dallo staff del sito, dove vengono raccolti brani singoli di vari gruppi appartenenti all’universo del genere chiamato stoner-rock (per chi non ne ha mai sentito parlare, tra i nomi più influenti in questo genere ci sono Kyuss e derivati, tipo Queens Of The Stone Age). Tra queste traccie troverete quindi quintali di chitarre pesanti, cupe e rallentate e un pizzico di psichedelìa, che insieme ad un suono vintage debitore di Black Sabbath e Led Zeppelin, sono le caratteristiche portanti di quella musica che si autodefinisce la colonna sonora di un trip lisergico nel deserto americano.

qui trovate la prima compilation

qui la seconda

qui la terza

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Leggete le descrizioni dei piatti, troverete un paio di frasi che rendono molto bene l’ idea di quello che vi stanno per servire:

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Per motivi di spazio, questa è solo una parte del menu, che purtroppo ho dovuto ritagliare.  Per provare di persona tutto ciò, recatevi qui.

considerazioni di una notte di fine estate

Sono da poco tornato da una bella vacanza di sette giorni a New York.                           La città è spettacolare e imponente, molto viva e ricca di sfaccettature che la rendono estremamente varia ed interessante da scoprire. La sua gente è un agglomerato di culture e le sue strade sono calpestate da persone di ogni tipo le quali a volte sembrano essersi ritagliate un proprio mondo dove potere essere ciò che vogliono senza però andare a interferire con chi è diverso da loro. Per le vie di Manhattan si ha l’impressione che la gente rincorra ancora il sogno americano e  in qualsiasi ora del giorno e della notte si avverte nell’aria una tensione eccitante che mantiene acceso il motore della vita non-stop dei suoi abitanti.                                                                                                Ma come ogni cosa anche le vacanze finiscono e tornare in Italia alle prese con la vita quotidiana ha un impatto simile ad un pugno in faccia. L’estate è agli sgoccioli e so che questi giorni saranno più tristi che mai. Questa notte non riesco a prendere sonno. E’ la solita sensazione che qualcosa sia passato e che davanti ci sia il vuoto. Ciò che però mi consola è voltarmi a guardare questi ultimi due anni durante i quali ho avuto la fortuna di viaggiare in posti che mai avrei pensato di visitare e in altri che rappresentavano un sogno e per questo non ringrazierò mai abbastanza Paolo, caro amico e formidabile compagno di viaggio che ha reso possibili belle scarrozzate a Mosca, Istanbul, Londra, California e ovest USA e la recentissima New York e Philadelphia, regalandomi due anni cosparsi di ricordi indimenticabili.

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