Cercando di combattere l’apatìa galoppante di questi strani giorni, una delle cose che non mi stanco quasi mai di fare è quella di continure a cercare nuova musica e nuove bands da ascoltare. Solo oggi scopro che sull’ italianissimo perkele.it è possibile scaricare gratuitamente tre compilations create proprio dallo staff del sito, dove vengono raccolti brani singoli di vari gruppi appartenenti all’universo del genere chiamato stoner-rock (per chi non ne ha mai sentito parlare, tra i nomi più influenti in questo genere ci sono Kyuss e derivati, tipo Queens Of The Stone Age). Tra queste traccie troverete quindi quintali di chitarre pesanti, cupe e rallentate e un pizzico di psichedelìa, che insieme ad un suono vintage debitore di Black Sabbath e Led Zeppelin, sono le caratteristiche portanti di quella musica che si autodefinisce la colonna sonora di un trip lisergico nel deserto americano.
Oggi dopo moltissimo tempo ho comprato un album online in formato digitale. Per la precisione ho comprato su itunes per la prima volta. Di certo è comodo acquistare seduto in poltrona un album decisamente difficile da trovare in negozio, soprattutto se come in questo caso quel gruppo è quasi sconosciuto in Europa (e forse nemmeno distribuito), ma resto convinto che per un appassionato di musica, una manciata di files da disperdere in un pc o in un ipod siano una cosa piuttosto triste. Insomma, la sostanza rimane, la musica c’è, ma è come un buon vino servito in un bicchiere di plastica. Quando compro un cd ho in mano un opera completa, un oggetto che avro’ per sempre, dove la musica si abbina alle foto, ai disegni e ai colori del suo artwork. Certo sò benissimo che per molte persone la musica non ha l’importanza che ha per me e riconosco anche il fatto che avere un vasto universo musicale disponibile con un click è una cosa positiva ma mi dispiace un pò vederla consumata come cibo da fast-food di basso livello. Vero anche che molta musica che circola oggi forse non merita molto di più, ma questo è un altro discorso.
Guardatevi anche voi questi divertenti ”The Reverend Peyton’s Big Damn Band”